Alla scoperta di Campobasso

Un weekend di bellezza, gusto e mistero

a cura di Paolo Pasquale

Si può dire di conoscere veramente un luogo solo quando lo si vive appieno. Non si tratta di conoscere la sua storia o aver visitato qualche sito, ma di immergersi completamente nella sua atmosfera, amalgamarsi alle persone e al territorio, assaporarne la cultura. Siamo sicuri che, in questo modo, ogni visita o gita si trasformerà in un’esperienza unica e avvincente. Con questo presupposto, invitiamo a dedicare un fine settimana alla scoperta della città di Campobasso, per innamorarsi di alcuni dei suoi aspetti più curiosi e meno noti che abbiamo raccolto in questo articolo iniziando da…

Una passeggiata nel centro storico di Campobasso

Per cominciare in bellezza, suggeriamo subito di “immergersi” nel pieno centro storico, un luogo ricco di scorci veramente suggestivi, con le sue architetture di pregio, le strette viuzze dal sapore medievale e gli incantevoli panorami. La visita ha inizio nella parte bassa del centro, dove erano le mura con le sei porte di accesso, simbolo di Campobasso. La principale di queste, porta San Leonardo, regala subito qualcosa di molto particolare da poter osservare: la “mezza canna”, un antico strumento di misura apposto vicino al muro e usato per misurare le merci che entravano e uscivano dalla città. Percorrendo la strada si trova il Fondaco della Farina (uno slargo dove venivano pesati i cereali e le farine prodotti dai mulini locali), Palazzo Cannavina e la Chiesa di San Leonardo. Dallo spiazzo si snodano stradine e scalinate che portano ad ammirare le numerose chiese presenti: Santa Maria della Croce e Sant’Antonio Abate se si decide di scendere; San Bartolomeo e San Giorgio se si decide di salire. Vicino San Bartolomeo, inoltre, vi è anche la Torre Terzano facente parte dell’antico sistema difensivo della città.

Molto altro c’è da vedere nella “parte bassa”: da Piazza dell’Olmo a Palazzo Japoce, elegante residenza baronale recentemente restaurata. Poco distante si trova l’ottocentesca Piazzetta Palombo, nata come area mercato delimitata da bellissimi portici che oggi ospitano piccole e carinissime botteghe artigianali. Particolarmente suggestivi sono i vicini Teatro Savoia e la Cattedrale della Santissima Trinità, con la sua monumentale facciata che ricorda un antico tempio greco e, ancora, il Ponte Bruschio, un vicolo che per il suo aspetto sembra proprio un ponte. Proseguendo la salita tenendo lo sguardo alzato per ammirare le ringhiere, ricordo della Campobasso rinomata per la lavorazione dei ferri e la traforazione dell’acciaio, e percorrendo il Viale della Rimembranza si arriva al castello Monforte e alla Chiesa “dei Monti”, o di Santa Maria Maggiore, custode di importanti affreschi del Trivisonno. Dal belvedere del castello, poi, si può ammirare tutta la città spaziando con lo sguardo fino ai paesi limitrofi.

Il Museo Sannitico

Il Molise è terra di siti archeologici più o meno noti e lega la sua storia ai Sanniti, il fiero popolo che fece penare le armate di Roma. In ogni angolo, dunque, è facile imbattersi in testimonianze piccole e grandi che ricordano il glorioso passato vissuto da questa terra, in particolare a Campobasso, dove si trova un museo che accoglie una gran quantità di straordinari reperti, il Museo Sannitico per l’appunto. La storia del Museo parte addirittura dal 1881 e, negli anni, varie volte è stato chiuso e riaperto, spostato di qua e di là.

Dal 1995 si trova nel centro storico, nel Palazzo Mazzarotta, sua sede già tra il 1916 e il 1932. Una recente ristrutturazione ha portato la suddivisione delle sale in quattro macro aree: l’abbigliamento, la casa, le attività e la preghiera. Sarebbe lungo elencare e descrivere i numerosi e curiosi oggetti presenti. Bisogna vederli dal vivo!

Villa De Capoa

Quando, nel 1800, Campobasso iniziava a espandersi oltre le proprie mura, ogni dettaglio veniva curato nei minimi particolari, ivi compreso il verde pubblico. Ancor prima, però, in città era già presente un’incredibile villa, bellissimo esempio di giardino all’italiana, uno degli ultimi rimasti nel Sud Italia: Villa De Capoa. La villa originaria risale al ’700 e faceva parte dell’ex monastero di Santa Maria delle Grazie. Al suo interno, i monaci coltivavano delle erbe per la preparazione dei medicinali; successivamente fu acquistata da privati e trasformata in zona di passeggio. Nel 1875 l’ultima proprietaria, Marianna De Capoa, la donò al comune.

Le statue, le specie vegetali e la balaustra conferiscono all’ambiente un’atmosfera elegante e rigenerante, offrendo agli ospiti incantevoli angoli in cui è possibile passeggiare o intrattenersi per rilassarsi e godere della frescura degli alberi e dei suoni della natura. Non a caso, soprattutto in estate, viene utilizzata anche come “set” per spettacoli all’aperto di cinema e musica classica.

Campobasso sotterranea

Ci sono storie, aspetti e luoghi di Campobasso poco noti anche ai residenti stessi. Uno di questi sono i sotterranei della città. Ebbene sì, nel centro storico si trovano ambienti, scavati nel corso dei secoli, dai quali si ricavava la pietra utilizzata per costruire gran parte dei palazzi cittadini. Come facilmente immaginabile, nel sottosuolo vi è dunque una rete di cunicoli che mette in comunicazione le diverse cavità, realizzata soprattutto a seguito del terremoto del 1456 per dotare la città anche di collegamenti ipogei.

Nel corso degli anni queste hanno subìto numerose modifiche, in primis durante la Seconda guerra mondiale, quando vennero utilizzate come ripari antiaerei. Esiste anche una leggenda legata a questi sotterranei: pare infatti che ci sia un cunicolo che collega il centro storico alla collina di San Giovannello, ove sorge l’omonima chiesa. A oggi non è consentito accedere alle cavità della città se non in occasione di particolari eventi.

Per informazioni: tel. 328 8627594

Crociati e Trinitari

Correva l’anno 1587 e veniva finalmente sancita la pace, per opera del francescano Fra Girolamo da Sorbo, tra due delle principali fazioni della città di Campobasso: Crociati e Trinitari. All’interno di questa vicenda si lega, come nel più famoso “Romeo e Giulietta”, la storia di due innamorati, Delicata Civerra (crociata) e Alfonso Mastrangelo (appartenente alla congrega dei Trinitari), il cui matrimonio era impedito. Nel centro storico, in vico Pennino, si possono ancora vedere i resti di quella che pare sia stata la casa di Delicata; una sua bellissima statua, invece, è posizionata all’interno della Torre Terzano. La vicenda viene narrata in una rievocazione che si tiene nel periodo antecedente il Corpus Domini grazie al pregevole lavoro dell’Associazione pro Crociati e Trinitari per le Rievocazioni Storiche Molisane.

Bosco Faiete e Giuseppe Altobello

Campobasso non è solo storia, palazzi, eventi e gastronomia ma anche natura!

E, al riguardo, un’immancabile tappa è Monte Vairano con il Bosco Faiete, condiviso con i comuni di Busso e Baranello. Conosciuto soprattutto per gli scavi archeologici, il bosco custodisce al suo interno tante altre particolarità.

Una di queste, proprio al confine con Busso, è il Casino Altobello, residenza di campagna di Giuseppe Altobello, campobassano DOC, medico chirurgo, naturalista, zoologo e poeta dialettale (sotto lo pseudonimo di Minghe Cunzulette) vissuto a cavallo tra XIX e XX secolo. Il suo nome è legato alla città e, ancor di più, all’ambiente naturale, per essere stato il primo a classificare le sottospecie di orso bruno marsicano e lupo appenninico.

Piatti tipici di Campobasso

Per affermare di conoscere veramente un luogo non ci si può esimere dall’assaggiare i piatti tipici, che più di tutto esprimono la cultura e le tradizioni di quella comunità.

Primo tra questi cavatelli e tracchiulelle, ovvero pasta di casa cavata a mano con ragù di maiale, le costolette per l’esattezza. Un altro piatto della tradizione locale è “pizza e minestra”, una pizza fatta con farina di granturco accompagnata da verdura campestre. E ancora agnello, cacio e ova, cotiche e fagioli e i torcinelli, parti di agnello e pecora strette e attorcigliate (avvolte), negli intestini. Detto così potrebbe procurare una leggera impressione… ma provate ad assaggiarli!

Foto di dissapore.com

In ultimo, come dolce, l’immancabile Milk Pan; nato dall’idea di una pasticcere campobassano è divenuto, nel tempo, un dolce tipico della tradizione. Ha la forma di uno zuccotto, ma il suo sapore è inconfondibile: il gusto dato dall’impasto, che vede l’aggiunta di liquore Milk (una prelibatezza molisana a base di latte), contrasta con quello della copertura costituita da un mix di cioccolato bianco e pasta di nocciole.

Nell’impossibilità di elencare completamente, in queste pagine, le tante meraviglie da vedere, approfittate del vostro tempo libero per scoprire Campobasso e vivere una bella esperienza di visita in una città che, insieme a tante ricercate comodità, regala anche l’emozione di numerose e radicate tradizioni secolari.

 

SAVE THE DATE

Segnaliamo, inoltre, alcuni appuntamenti annuali da non perdere  

  • Il Corpus Domini e la sfilata dei Misteri (vedi approfondimento nel prossimo articolo).
  • La processione del Venerdì santo, in un’atmosfera resa ancora più suggestiva e mistica creata dal coro di quasi mille persone che intona lo struggente “Teco vorrei”.
  • L’Infiorata, che si svolge il 31 maggio, è un tripudio di colori, profumi e disegni, con gli abitanti della zona che realizzano “tappeti” con petali di fiori, posa del caffè e zolle d’erba.
  • Il Giro delle 12 chiese, organizzato dall’Associazione Centro Storico di Campobasso.

www.centrostoricocb.it 

www.crociatietrinitari.it