di Paola Palombino

foto di Gabriella Tutolo e Sisto Bucci

Termoli, antico borgo di pescatori ricco di storia millenaria affacciato sul mar Adriatico, è senz’altro uno dei più caratteristici centri italiani che vale proprio la pena visitare. Comunemente definito “borgo vecchio”, sorge su un antico promontorio ricco di secoli di storia, cultura e tradizioni. La città oggi si presenta suddivisa in due zone ben distinte: il borgo vecchio, che si protende sul mare come la prua di una nave, e la città nuova, che si eleva dal mare poco meno di 30 metri.

L’individuazione di un preciso periodo storico cui far risalire l’abitato di Termoli non è cosa semplice; qualunque siano le sue origini, l’attuale centro storico è frutto di tante ricostruzioni. Per secoli gli abitanti hanno vissuto al suo interno, fino al 1847, anno in cui Re Ferdinando II di Borbone autorizzò a costruire anche fuori le mura. L’impianto urbano conserva caratteristiche tipicamente medievali, quali la cinta fortificata, i vicoli stretti, tortuosi, a volte ciechi o con pittoresche scalinate che si adattano all’andamento irregolare del territorio. Delle diverse torrette dislocate lungo le mura, oggi restano solo la “Torretta Belvedere” e i ruderi della “Torretta Tornola”.

Nei secoli ha subìto molti danni e devastazioni, soprattutto a causa dei frequenti terremoti e delle incursioni saracene, come quella del 1566. La più tremenda è avvenuta per opera di Pialì Pascià e viene rievocata ogni anno, nell’appuntamento notturno del 15 di agosto, con il famoso “Incendio del Castello”. Affacciandosi dalla cinta muraria è possibile osservare il Trabucco, tipica costruzione in legno sul mare, adottata soprattutto nel Basso Adriatico, che permette di pescare in sicurezza lungo la costa senza spingersi in mare aperto. Secondo alcuni storici, il suo utilizzo risalirebbe al tempo dei Fenici e sicuramente rappresenta il più antico strumento di lavoro utilizzato dai pescatori termolesi. Il primo trabucco, infatti, fu costruito intorno al 1870 e dagli archivi storici risulta che Termoli ne avesse addirittura sei. Oggi di questi antichi “monumenti del mare”, ne sono rimasti solo due: uno sul lato nord e un altro sul lato sud di Termoli. Restando in tema trabucchi, da visitare è senz’altro una piccola bottega artigianale, proprio fuori le mura di cinta, dove si possono ammirare, e portare a casa come souvenir, i trabucchi e le tipiche imbarcazioni termolesi riprodotte fedelmente in scala. Nel cuore del borgo federiciano, invece, ci sono due monumenti importanti della cittadina.

Il Castello Svevo, simbolo più rappresentativo della città, un’icona senza tempo, è stato forse voluto da Federico II di Svevia come torre di vedetta sull’Adriatico e riflette ancora lo splendore dell’architettura del XII e XIII secolo. Quello che appare ai nostri occhi è frutto di numerose trasformazioni e adattamenti avvenuti nel corso dei secoli sia per evoluzioni di tipo tecniche che in seguito a eventi calamitosi, come il violento terremoto del 1456 di cui restano tracce di lesioni in alcune pareti. Dal 1885 il Castello è annoverato tra i monumenti nazionali e viene utilizzato oggi per ospitare mostre e per celebrare matrimoni civili.

A pochi metri dal maniero, non può mancare una visita alla famosa a’ rejecella, che in dialetto termolese significa “vicolo stretto”; con il suo punto più stretto di circa 34 centimetri si aggiudica il primato di vicolo più stretto d’Italia. Mentre si passeggia tra i meravigliosi vicoli del borgo marinaro, è bene fare un salto all’interno delle antiche case medievali e nelle botteghe artigiane ricche di colori e storia, come quelle ceramiche, dove i proprietari portano i visitatori alla scoperta di un’arte tutta locale. Una tappa interessante è anche la visita all’interno di una pregiata sartoria di costumi medievali. E per chi ama la pittura, la bottega di un noto artista termolese vi inebrierà con le sue opere.

Altro monumento storico per eccellenza da visitare è la Cattedrale, che si affaccia su un’ampia piazza che è fulcro del borgo e luogo dove confluiscono strade e viuzze. L’edificio sacro è dedicato a Santa Maria della Purificazione, dichiarato monumento nazionale nel 1885 ed elevato a basilica minore nel 1947 dalla Santa Sede. Al suo interno sono custodite le spoglie dei due compatroni termolesi: San Basso e San Timoteo. La Cattedrale poggia le sue basi su un’antica chiesa precristiana risalente all’XI secolo. Durante il XII secolo due terremoti compromisero gravemente la struttura e ciò ne determinò la ricostruzione. La scoperta più eclatante, legata all’edificio, è avvenuta nel lontano 11 maggio del 1945 nella cripta: il ritrovamento delle spoglie di San Timoteo. Per più di 700 anni le mura della Cattedrale hanno custodito il santo seguace di San Paolo che ogni anno, proprio l’11 maggio, viene festeggiato anche con un famoso Palio medievale che attira sempre più curiosi e turisti.

Tra le numerose feste della città adriatica, ricordiamo anche quella patronale di San Basso che viene celebrata il 3 e il 4 agosto con una suggestiva processione per mare, dove un peschereccio estratto a sorte qualche settimana prima ha l’onore di portare a bordo la statua. Non dimentichiamo inoltre che Termoli è anche detta la “Greenwich italiana”: nella zona sud della città, in località Rio Vivo, vi è un monumento a tutti visitabile intitolato “Il Sogno” lì dove il meridiano denominato Termoli-Etna determina il fuso orario dell’Europa centrale e occidentale.

Qui una foto ricordo è d’obbligo!
Visitando il borgo antico, camminando tra le sue viuzze, i sapori, l’arte e i mestieri di un tempo, e ascoltando le voci dei suoi abitanti cullate dal rilassante sciabordio del mare, si ha subito la sensazione di vivere la tipica realtà marinaresca di un passato che si spinge molto in là nei secoli. Venite a visitarlo… non ve ne pentirete!

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Pensando ai piatti tipici della città, è impossibile andare via senza aver prima gustato il famoso “brodetto alla termolese”: una squisita zuppa a base di freschissimo pesce misto, pomodori e peperoni, che viene ancora preparato come una volta.

Originariamente un piatto povero che i pescatori preparavano utilizzando tutto il pescato invenduto della giornata; oggi, uno straordinario piatto che si può definire come il monumento della cucina marinara termolese. Per coloro che amano cimentarsi ai fornelli, proponiamo qui la ricetta del tradizionale “brodetto alla termolese”, così potete portare un po’ dei sapori e dei profumi di Termoli nella vostra casa.

Ricetta del brodetto alla termolese

Ingredienti per 5 persone

2 kg di pesce fresco misto (non azzurro)
2 kg di vongole
1 kg di cozze
300 gr. di pomodori pelati
1 peperone verde
1 spicchio d’aglio
Olio EVO q.b.
Sale q.b.
Basilico
Peperoncino
Prezzemolo tritato

Preparazione 

In un tegame di terracotta, far soffriggere lo spicchio d’aglio con i pelati sminuzzati, il prezzemolo, un pezzetto di peperoncino e i peperoni verdi tagliati a listarelle. Quando il sughetto sarà un po’ ritirato, aggiungere il pesce con un po’ di sale e far cuocere per circa 15 minuti. Allungare con un po’ d’acqua. Unire cozze e vongole e far cuocere per altri 5 minuti. Lasciar ritirare il sughetto e, quando è pronto, servire il tegame fumante a tavola e… buon bredette alla termolese!