testo di Pietro Iocca
Foto di Paolo Pasquale e Pietro Iocca

La Statale 87 “Sannitica” è stata un’arteria fondamentale nel corso degli ultimi due secoli per collegare il Mar Tirreno al Mare Adriatico e unire Napoli a Termoli, anche se oggi è stata sostituita da strade più moderne e agevoli come la Statale “Bifernina”. Per questa ragione, essendo meno trafficata di un tempo, è l’ideale per un piccolo viaggio in bicicletta.

Il tratto che vi suggeriamo di percorrere in questo articolo è quello che da Campobasso arriva a Termoli in 85 chilometri di difficoltà media. Parte dal centro di Campobasso seguendo il tracciato del Tratturo “Cortile-Matese” fino all’incrocio con quello di “Lucera-Castel di Sangro” in località “Taverna del Cortile”. Da qui in poi si abbandona completamente la città per immergersi nella campagna molisana. Dopo circa 5 tornanti in leggera pendenza si raggiunge un pianoro in quota da cui si scorgono il Subappennino Dauno, il Matese, la catena montuosa abruzzese della Maiella e i Monti della Meta che lambiscono il confine fra Lazio e Molise.

Superato l’altopiano con i suoi spettacolari pini centenari, ci si trova al bivio di Montagano, piccolo borgo medievale a 4 chilometri dalla SS87, nel cui territorio vi è l’Abbazia di Faifoli, ex municipio romano e convento medievale nel quale si formò San Pietro Celestino, il papa citato da Dante come “colui che per viltade fece il gran rifiuto”. Superato il bivio di Montagano (sulla sinistra), dopo quattro tornanti in leggera discesa, si scorge la chiesa di Santa Maria della Strada, pregevole esempio italiano di architettura romanica. Successivamente la via comincia a salire verso il Valico di Campolieto (909 metri s.l.m.) dopo tre tornanti molto ripidi, forse il tratto più duro del percorso (2 chilometri). Questo è il punto più in quota della strada, che poi digraderà per circa 10 chilometri fino all’incrocio con il tratturo Celano-Foggia. Di notevole interesse è la ferrovia Campobasso- Termoli che, dopo il bivio di Campolieto, si mostra in tutta la sua bellezza: uno spettacolare viadotto a 15 archi costruito in pietra e muratura; se ne incontrerà un altro più in là, nei pressi della stazione Ripabottoni- Sant’Elia, ricostruito dopo i bombardamenti della Seconda guerra mondiale.

Superato l’incrocio con il Celano-Foggia bisogna girare a sinistra verso il valico di Cerrosecco (832 metri s.l.m.), raggiungibile attraverso numerosi tornanti in leggera pendenza. Il panorama che si può godere da qui è spettacolare: dal Matese e la Maiella all’Adriatico e il Gargano mentre, nelle giornate limpide, si possono scorgere anche le bellissime isole Tremiti. Prima del valico, facendo una deviazione di 4 chilometri, vi sono due graziosi paesini da visitare: Ripabottoni e Morrone del Sannio, detto lo “Spione del Molise” per il maestoso panorama che si può godere in località Castello, il punto più alto del borgo. Passato il valico, la strada scende per circa 9 chilometri fino a Casacalenda (643 metri s.l.m.), borgo medievale ottimamente conservato, immerso in un incantevole paesaggio rurale. Da Casacalenda si può deviare verso Ruderi di Gerione, antico centro abitato di cui parlano storici latini e greci, poiché vi sostò Annibale nell’inverno prima della Battaglia di Canne. Inoltre, vi sono interessanti resti archeologici relativi a delle mura di varie epoche (sannitica, romana e medievale), a una chiesa e a un castello. Dopo Casacalenda i rilievi si addolciscono e la strada si addentra, con un tracciato a mezza costa, nella Valle del Torrente Cigno, area di grandissimo pregio ambientale e paesaggistico, con ameni scorci sulla campagna basso molisana.

Anfiteatro di Larino

Dopo 15 chilometri si giunge a Larino (341 metri s.l.m.), città che custodisce un rilevante valore storico, la Urbs Princeps Frentanorum, cioè la capitale dei Frentani, popolo italico affine ai Sanniti. Nella città sono ottimamente conservati un anfiteatro di epoca romana, resti di terme con mosaici e, nel borgo medievale, la Cattedrale di San Pardo risalente al ’300. Superata la città di Larino, la strada continua a discendere lungo numerosi tornanti fino in località Piane di Larino, sede di un’agricoltura più intensiva. La Statale 87 attraversa la località, per poi convergere sulla Statale Adriatica e, dopo 7 chilometri, entrare nella città di Termoli, la tappa finale di questo percorso. Termoli nacque come borgo marinaro in epoca frentana ed ebbe un notevole impulso durante il regno di Federico II di Svevia (’200), che rinnovò il castello e lo rese la punta di diamante della fortificazione federiciana. Pedalando lungo le mura si possono osservare anche i trabucchi, costruzioni a picco sul mare il cui scopo è quello di pescare senza utilizzare le barche, ma solo calando una rete mantenuta da grossi tronchi di legno.

Tra paesaggi unici, storie affascinanti e natura incontaminata, gli 85 chilometri della SS87 regalano veramente tanta bellezza. Chi ha la fortuna di poterli percorrere in mountain bike ha modo di osservare scorci e immagini “alla giusta velocità”, da una prospettiva diversa, capace di donare un grande senso di libertà e la possibilità di poter raggiungere anche i luoghi meno accessibili. L’invito è a provare il percorso suggerito per vivere e scoprire tutto lo splendore racchiuso nel meraviglioso territorio molisano.