a cura di Céline D’Agostino

“Infelice è quell’uomo che non ha mai visto tramontare il sole a Fornelli”
Carlo Dentice, 1667

C’è un luogo situato nell’Alta Valle del Volturno che non passa inosservato; dopo averlo visitato sarà impossibile da dimenticare. È un luogo in cui si può fare un salto nel passato e rivivere l’atmosfera di un tempo ormai perduto ed è il posto in cui, sicuramente, vorresti essere adesso.

Via Marconi

Arroccato su una cresta rocciosa dominante la fertile Valle Porcina, già coltivata al tempo dei Romani, Fornelli si lascia ammirare non solo per la bellezza del suo centro storico ma anche per il suo paesaggio naturale caratterizzato dalla presenza di verdi boschi e ampie piantagioni di alberi d’olivo che lo hanno reso Città dell’Olio.
Nasce come piccolo borgo incastellato, la cui prima fondazione viene fatta risalire all’Alto Medioevo, quando i monaci di San Vincenzo al Volturno ripopolarono la terra Sancti Vincentii a partire dal X secolo.
Il centro storico è uno dei più caratteristici del Molise perché conserva, pressoché integra, la cinta muraria medievale caratterizzata dalla presenza di quattro porte, sei torri di avvistamento risalenti al periodo angioino e un camminamento di ronda sul quale si aprono meravigliose piazze panoramiche.

Torre di avvistamento

Alla scoperta del borgo di Fornelli

Lasciata l’auto nel parcheggio si giunge ai piedi dell’imponente Porta Umberto I, accesso principale al borgo, coincidente con l’ingresso monumentale al palazzo marchesale adagiato sulle mura medievali. Sul portale è inserito lo stemma della famiglia Carmignano, feudataria di Fornelli, alla quale si deve la prosecuzione dei lavori di costruzione del palazzo intrapresa dalla famiglia Dentice nel XVII secolo.

Supportico

Il supportico introduce in un piccolo scrigno di bellezze architettoniche; oltre l’ingresso si schiude la meravigliosa corte a giardino del palazzo e la facciata della piccola cappella ottocentesca della famiglia Laurelli, intitolata alla Madonna dell’Addolorata. Qui, il vociare gioioso dei bambini che vivono nel borgo consente di dimenticare immediatamente i rumori e la frenesia dei grandi centri. Superata la sede di quello che un tempo fu il municipio, sulla sinistra si apre la splendida piazza Belvedere che, con le sue sedute, si offre come punto panoramico dal quale è possibile contemplare la vallata fino alle cime del massiccio del Matese. Il percorso silenzioso e arieggiato del camminamento di ronda, da un lato consente di esplorare visivamente il contesto ambientale in cui si inserisce Fornelli (con la sua fioritura di uliveti e altri piccoli insediamenti in altura), dall’altro la fitta rete di vicoli, di angiporti con travi di legno a vista e di passaggi che convergono verso il nucleo più antico del centro storico.

Palazzo marchesale

Oggi la camminata lungo le mura è particolarmente piacevole grazie agli interventi di restauro operati dall’Amministrazione comunale e agli investimenti di fondi comunitari che hanno permesso una nuova valorizzazione di alcuni spazi come Piazzetta Carlo III (dedicata a Carlo di Borbone che fu ospite a Fornelli nel 1744) e Piazzetta della Lettura, oltre la quale si apre la bella vista dell’imponente catena delle Mainarde che fanno parte del Parco nazionale di Abruzzo, Lazio e Molise. Giunti al termine di via Belvedere, ci si addentra nel cuore del centro storico, collocato nella parte apicale del colle. Seguendo l’andamento curvilineo di via Marconi, che ricalca il circuito murario più antico relativo al primo impianto fortificato, si incrocia una serie di vicoli dai nomi incantevoli come Zeffiro, Lieto, Ercole, Venere, Belvedere, Plutone. Lo sguardo viene rapito da una lunga sequenza di eleganti pergolati, balconi in ferro battuto e portali ad arco, impreziositi da chiavi di volta scolpite con date, iniziali di nomi o stemmi. Il primitivo nucleo insediativo ruota attorno alla chiesa madre che i monaci di San Vincenzo dedicarono a San Michele Arcangelo seguendo la tradizione longobarda.

Chiesa di San Pietro Martire

Procedendo per via Giardinetto, passando per Portanova, ci si ritrova all’esterno delle mura, nei pressi della fontana dell’Eté davanti la chiesa dedicata a San Pietro Martire, patrono del paese. Qui la vita scorre lenta e nelle giornate di sole si incontrano quasi sempre simpatici vecchietti pronti a scambiare due chiacchiere.

Le tradizioni popolari di Fornelli

Nel corso dell’anno si organizzano due imperdibili eventi che attirano a Fornelli sempre più curiosi. Il primo è “Giornate al Borgo”, durante la notte del 13 agosto, quando i vicoli e le piazze rivivono l’atmosfera medievale con il Palio delle contrade, l’incendio del castello e spettacoli itineranti;

Giornate del Borgo

il secondo è “Cammino di San Domenico”, un pellegrinaggio che la sera del 19 agosto parte dal borgo e arriva, dopo oltre 90 chilometri, all’Eremo di San Domenico a Villalago, in Abruzzo.

Cammino di San Domenico

Accanto agli eventi ci sono anche i deliziosi piatti della tradizione, alcuni legati a particolari periodi dell’anno come il “casc’ e ova” (carne di agnello o capretto con uova, formaggio e olio d’oliva) preparato per il giorno di Carnevale, “r sciaiun” (calzoni con vari tipi di formaggio, verdure e alici) per la Pasqua e altri come “sagn e fasciuol” che allietano le papille gustative in ogni momento dell’anno.

Il fascino del borgo, il sapore dei piatti tipici, la natura incontaminata, un’atmosfera intrisa del “profumo che il vento ruba agli ulivi” e l’accoglienza calorosa degli abitanti fanno di Fornelli una meta sorprendente e ricercata da tutti coloro che vogliono scoprire le bellezze della regione Molise.

Foto di Céline D’Agostino e Gino Petrangelo