Il fascino medievale di Bagnoli del Trigno

Testo e foto di Paolo Pasquale

 

Bagnoli del Trigno ogni anno si veste d’antico e, per un’intera giornata, fa un salto indietro nel tempo, con un borgo animato da figuranti in abiti d’epoca e rievocazioni che ricordano la storica elezione dei Sindaci, della Fata Trignina e dell’incendio del castello.
Ogni mese di agosto, come da tradizione, si celebra l’elezione dei due Sindaci di Bagnoli del Trigno, in ricordo di quelli che un tempo governavano la “Terra di sopra” e la “Terra di basso”.

La manifestazione ha inizio con lo sfarzoso corteo dei nobili, guidati dal Duca, che si muove dal castello verso la piazza principale del borgo, dove li attendono “i capifuoco”, ossia i capifamiglia di un tempo, che procedono all’electio sindaci con l’antico sistema della fava e del fagiolo.
Il fagiolo rappresenta il voto affermativo, mentre la fava indica il voto negativo; al termine della votazione, veniva eletto chi aveva ricevuto più fagioli.
Sembra che proprio da questa tradizione deriverebbe il famoso detto “è andata a fagiolo”.
Conclusa questa procedura, che si svolge sotto l’attento sguardo del popolo, il corteo riprende la sua sfilata verso la parte bassa del paese, al calar della sera, dove si celebrano i riti in onore di Santa Caterina (che dà il nome anche al rione più antico del paese); è volontà del Duca, con questa celebrazione, ringraziare la Santa per essere scampato al pericolo dei briganti.

Il tramonto dà inizio alla festa, con piatti tipici, musiche, balli ed esibizioni di gruppi di artisti, musicali e folclorici provenienti da tutto il Molise e non solo. Tutto è a tema, a partire dalla moneta circolante: gli euro, infatti, vengono tutti convertiti in antichi ducati che vengono utilizzati presso gli stand allestiti lungo le strade. Tante le pietanze preparate, soprattutto tradizionali, espressioni delle tipicità bagnolesi; tra queste lo “scarcio” (un tipo di frittella), pappardelle al sugo di cinghiale, il macciucch (un latticino tipico del luogo), lo scattone (un antico piatto a base di pasta e vino) e molti altri.
Le sorprese, però, non finiscono qui. Si racconta che, sin dai tempi antichi, nel cuore della notte, dal castello Sanfelice (che domina il borgo dall’alto di un imponente costone roccioso) si liberassero delle fate. Chiunque le avesse viste avrebbe potuto esprimere un desiderio che si sarebbe di certo realizzato.
In ricordo di questa leggenda, allo scoccare della mezzanotte, va in scena il “Volo della Fata Trignina” dal castello fino alla sottostante Piazza Olmo, tra luci, musiche e fuochi pirotecnici.

In quella stessa notte, prosegue la tradizione, pare che un giovane sposo abbia portato la serenata alla sua “zita”; lei dapprima si affaccia al balcone e poi scende in strada, dove le famiglie dei giovani trovano l’accordo sulla “dodda” (la dote), il corredo della sposa. Ma quando i due stanno per abbracciarsi ecco arrivare il Duca per rivendicare lo ius primae noctis, il diritto di passare la prima notte di nozze con la sposa. È l’ennesima angheria, l’ultima, che spinge la folla a ribellarsi: il Duca viene ucciso e il castello dato alle fiamme. I giovani possono finalmente sposarsi, la popolazione è libera e i festeggiamenti posso proseguire.
L’incendio al castello, rievocato da spettacolari fuochi di oltre venti minuti di durata, accompagnato da musiche epiche, chiude la manifestazione lasciando i partecipanti a bocca aperta e con la voglia di ritornarvi, ogni anno, il 18 agosto.

Frammenti d’Antico, evento egregiamente organizzato, è così diventato negli anni una delle principali manifestazioni non solo dell’estate molisana ma di tutto l’anno, in grado di richiamare quasi trentamila persone in un paese dove, solitamente, ve ne abitano meno di mille.
L’aver iniziato a invitare personaggi illustri per interpretare il Duca, solitamente attori del mondo del cinema e della televisione, e la Duchessa, Miss Molise, hanno contribuito a far crescere ancora di più la manifestazione.
Il paese, così, già bello e caratteristico di suo (tanto da meritarsi l’appellativo di “Perla del Molise”), con il Castello Sanfelice e la Chiesa di San Silvestro che dominano la vallata circostante, diventa ancor più magico, riportandoci a tempi antichi, tra allegria e divertimento.
Una giornata impossibile da dimenticare, sempre uguale eppure diversa, che anno dopo anno vi farà trascorrere ore in un’atmosfera festosa e tipicamente medievale.

Curiosità

La chiesa di San Silvestro è particolare per due motivi: essendo costruita tra due ammassi rocciosi, presenta l’ingresso principale lungo la facciata laterale; il campanile, inoltre, è staccato dal copro principale della chiesa e si innalza direttamente dalla nuda pietra.

Info
La perla del Molise