Una giornata all’Oasi WWF

Racconto di un escursionista in una domenica di maggio

testo di Guglielmo Ruggiero
foto di Massimo Martusciello e Pasquale Buonpane

Ore 6.00 del mattino. Il cielo limpido, l’aria fresca e frizzante preannunciano una giornata perfetta. Lo zaino con l’attrezzatura essenziale è pronto. La mia destinazione? Le faggete imponenti, i pianori carsici e i panorami a perdita d’occhio della Riserva regionale di Guardiaregia-Campochiaro Oasi del WWF

Oltre tremila ettari di pura bellezza, una delle oasi più grandi e selvagge in gestione al WWF, la più grande, per estensione, dell’Italia peninsulare. L’Oasi, nata nel 1997, è un cuore verde di rara bellezza, uno scrigno di biodiversità straordinario.

E in questa stagione gli “incontri” non deludono mai. Orchidee dai colori e dalle forme meravigliose costellano i prati verdeggianti. Le foglie dei faggi, dal colore verde tenue, iniziano a ornare i rami, donando caratteristici giochi di luce e ombre che regalano serenità e piacere agli occhi. È come trovarsi improvvisamente dentro un acquerello dalle policromie contrastanti e delicate. I profumi intensi e i suoni della primavera riempiono gli spazi vuoti e silenziosi dell’inverno che ora è solo un lontano ricordo. Corsi d’acqua limpida si fanno strada tra rocce, muschi, radici e tronchi che, a prima vista appaiono come protagonisti di un ecosistema caotico e senza senso, ma che, al contrario, rappresentano l’armonico, incantevole ed essenziale elemento che uno sguardo curioso sa apprezzare, cogliendone la bellezza e la disposizione ordinata secondo la logica della natura. Una grande ricchezza d’acqua per gran parte dell’anno.

Dove c’è acqua vi sono gli anfibi, una presenza fondamentale dell’Oasi. Con un pizzico di fortuna è possibile l’osservazione di un raro endemismo italiano come la Salamandrina dagli occhiali, simbolo della Riserva. Inoltre, nel sottobosco della faggeta, nelle zone più umide e fresche, non è difficile imbattersi nella grande Salamandra pezzata. Spettacolari e straordinari fenomeni carsici, come il canyon del torrente Quirino; la cascata di San Nicola, con un salto di circa cento metri; le grotte di Pozzo della Neve (profondità -1.048 metri) e Cul di Bove (profondità -913 metri), che sono tra i più profondi abissi d’Europa, fanno di questa area protetta un luogo unico nel suo genere, per bellezza e biodiversità. I pianori carsici presenti all’interno della Riserva, “conche naturali” costituite da rocce calcaree formatesi in seguito alla dissoluzione del carbonato di calcio, talvolta si riempiono d’acqua originando laghetti effimeri di suggestiva bellezza. Con l’approssimarsi dell’estate l’acqua viene scaricata attraverso vie sotterranee; questo perché sul fondo delle doline è quasi sempre presente un inghiottitoio (imbuto naturale) attraverso il quale l’acqua meteorica penetra nelle cavità sotterranee.

E così, dove prima c’era acqua ora vi è una vivace esplosione di colori. Infatti, i pianori carsici dell’Oasi, in primavera, quasi come per magia, si tramutano in veri e propri “giardini” naturali popolati da infiorescenze di Genziana, Ranuncolo giallo e Crocus, costantemente e metodicamente “bottinati” da api, farfalle e da una schiera di insetti il cui ronzio fa da colonna sonora al racconto che la natura, giorno dopo giorno, mette in scena. L’Oasi ospita circa 340 specie di farfalle tra notturne e diurne e, tra gli altri insetti, la rara e bellissima Rosalia alpina. È arrivato il momento di riposare. Mi distendo sul prato di Piana Marianella e, grazie alle correnti ascensionali di quota, posso ammirare Poiane, Nibbi reali, Falchi pellegrini che, lasciandosi sostenere dal vento, volteggiano alla ricerca di piccole prede. E mi viene in mente il raro Lanario, presente nell’area delle gole del Torrente Quirino, un rapace che rappresenta una vera e propria eccellenza. Il cielo della Riserva ha in serbo per me altre meraviglie: sui costoni del Monte Mutria nidificano il Gracchio alpino e, su tutta l’area, il Corvo imperiale, il Picchio rosso maggiore, il Picchio verde.

È tempo di rimettermi in cammino. Poco distante dal luogo in cui ho fatto la mia sosta, lì, in bella vista, al centro del sentiero, vi è una “fatta” di lupo. Il lupo è senza alcun dubbio il signore dell’area protetta. Le recenti ricerche lo segnalano soprattutto lungo i sentieri forestali alle quote più basse di Monte Mutria e alle quote medie sui pianori carsici di Campochiaro. Una presenza schiva, discreta ma preziosa e fondamentale per i processi ecologici. L’escursione sta per terminare. E io, soddisfatto di aver trascorso una bellissima giornata immerso nella natura dell’Oasi WWF di Guardiaregia – Campochiaro, rivolgo a te lettore l’invito a programmare una giornata in questo luogo fantastico, magari accompagnato da una Guida Ambientale Escursionistica che possa farti godere appieno delle meraviglie che questo pezzettino di mondo rivela a chi ha occhi per vedere e orecchie per sentire.

www.oasiguardiaregia.wordpress.com

Per escursioni all’interno dell’Oasi
Guida Ambientale Escursionistica associata AIGAE
Guglielmo Ruggiero
tel. 349 6728602

 

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