a cura di Roberto Colella

Nuove forme di turismo culturale

Borghi della Lettura è una rete turistico culturale, nata nel febbraio del 2015, che attualmente raggruppa quasi 70 comuni distribuiti in 18 regioni italiane.

Pianificare uno sviluppo dei borghi, basato sulla valorizzazione del patrimonio culturale, significa innanzitutto combattere il degrado sociale innescando un indotto economico con l’obiettivo di creare un ritorno d’immagine positivo, che evidenzi agli occhi dei cittadini l’identità storica ed estetica del loro territorio e la proietti verso l’esterno. Tra gli scopi del network ci sono la tutela del patrimonio finalizzata alla sua conoscenza, che è l’obiettivo istituzionale di ogni intervento nel campo dei beni culturali; il soddisfacimento diretto dei bisogni della popolazione locale con primario interesse alla crescita culturale; la creazione di flussi di utenza, motivati dall’interesse verso il patrimonio materiale e immateriale, con l’attivazione di processi produttivi sul territorio e, infine, la valorizzazione del borgo con un arredo urbano che richiami il marchio designato.

Ogni Borgo della Lettura ha un proprio referente che, durante l’anno, organizza una serie di attività coinvolgendo i vari attori presenti. Uno dei primi canali comunicativi, identificati per importanza e rilevanza territoriale, è quello delle istituzioni scolastiche e delle differenti realtà associative (associazioni culturali, parrocchie, circoli ricreativi) che sono da supporto allo sviluppo e al coordinamento di alcune attività in un’ottica di gestione partecipata del patrimonio culturale. Inoltre, ogni borgo “adotta” uno scrittore affinché si possa prevedere, tra la popolazione e l’autore, un contatto continuativo attraverso incontri, seminari e letture che favoriscano l’indotto legato al turismo culturale.

Nuove Architetture

La rigenerazione e il riuso degli spazi dei centri storici dei Borghi della Lettura attraverso l’arte, la cultura e la creatività hanno assunto una rilevanza fondamentale nell’elaborazione di nuove architetture. Come recita il quinto punto del Manifesto dei Borghi della Lettura: “i borghi rappresentano il nostro vero Made in Italy da tutelare e valorizzare”. Sempre in riferimento al Manifesto, “Restare in un borgo non significa soltanto contare le persone che emigrano o il numero dei posti fissi rimasti. Restare significa mantenere vivi anche i luoghi abbandonati, proteggerli, valorizzarli, creare occupazione, insomma renderli vivibili avendo cura del bello. Amare un borgo significa conoscerne la storia, le tradizioni, il patrimonio materiale e immateriale, conservare la pietra antica, ammirare ciò che è ancora vivo e che è stato scartato dalla modernità”.

Nella regione Molise, ben 17 borghi sono entrati a far parte del network, arredando piazze e scorci con piccole biblioteche, panchine e arredi per trasformarli in luoghi dedicati alla lettura. Fanno parte del circuito il comune di Fornelli, già uno dei Borghi più Belli d’Italia; Castelpetroso, famoso per la sua magnificente basilica; San Pietro Avellana, terra di tartufi; il borgo di Gambatesa, affacciato sul Lago d’Occhito, e Macchiagodena col suo imponente castello… solo per menzionarne alcuni.

I Borghi della lettura sono uno scrigno di arte, storia e natura; luoghi dove è possibile vivere atmosfere fatte di bellezza e autenticità, impreziosite con l’ambizioso progetto che valorizza questi territori partendo dal proprio patrimonio culturale. Per questo motivo vi invitiamo a visitare il sito web per organizzare il vostro tour dei Borghi della Lettura del Molise, per scoprirli tutti, una “lettura dopo l’altra”.