Camminare in un bosco in primavera, e più in generale in natura, è una esperienza incantevole. Le foglie con il loro verde tenue ci regalano la vivacità del risveglio dopo la quiescenza. I richiami degli uccelli giungono al nostro udito come le note degli strumenti di una orchestra che, prima del concerto, si accordano per prepararsi ad una esibizione unica. I profumi invadono i nostri sensi con dirompente energia: è il profumo della vita che rinasce. Il paesaggio si veste di nuovi colori e tutto sembra  profondamente naturale. Tutto sembra più “puro”, incontaminato.  Uno sguardo attento ed esperto riesce a interpretare una dimensione diversa. 

Anche una foresta apparentemente “selvatica” rivela invero, oltre agli aspetti naturali, dettagli che sono il frutto di una interazione, quella con l’Uomo. Godere di un paesaggio può essere non solo un esercizio di relax ma anche una occasione per scorgere sul piano culturale, ecologico, ambientale e sociale, l’essenza autentica di  un territorio. Il paesaggio diviene così un mediatore tra uomo e natura o, meglio, tra natura e cultura di quel determinato territorio. Così un “muretto a secco”,  i resti di una “carbonaia” o più  semplicemente un bosco “governato”  ci raccontano dei territori, degli uomini e delle comunità ad esso indissolubilmente  connessi, delle vite  e della fatica che l’Uomo impiega per rendere vivibile e fruibile la sua  terra. Anche il sentiero immerso in una  natura “selvaggia” che abbiamo deciso di percorrere è il frutto di un  “camminare” consuetudinario e radicato nel tempo.

Quel sentiero che abbiamo percorso migliaia di volte è un elemento fondamentale del paesaggio, la cui creazione e il cui mantenimento  è dovuto alla presenza di animali e uomini che lo hanno percorso  nel tempo. 

Il nostro Molise ci parla di un paesaggio naturale straordinario, ricco  di tracce e di presenza umana rispettosa  e discreta. Un paesaggio,  quello molisano, segnato dalla storia,  dai cambiamenti e dalla natura  che rappresentano il valore aggiunto  di un luogo.  Il paesaggio molisano è in grado di  suscitare emozioni diverse: gli ampi pascoli narrano la storia millenaria di questa terra, con la sua rete tratturale e con le memorie ad essa  legate, mostrando tutto il fascino e  la ricchezza della civiltà della transumanza. 

Boschi estesi a perdita d’occhio e aree coltivate, governate dalle sapienti mani dell’uomo, regalano attimi di pura bellezza. Una costellazione di piccole chiese campestri impreziosisce, come per incanto, i luoghi della quotidianità e  della fatica. I terrazzamenti, che l’intelligenza dell’uomo ha saputo ideare per rendere coltivabile una terra tanto severa quanto bella, conservano antichissimi alberi di olivo che generosamente donano il profumo di un olio di altissima qualità. 

La costa, con i suoi borghi di pescatori, i trabocchi che osano il mare, le case bianche e le fortezze per respingere  gli attacchi provenienti da  terre lontane, sono le pagine di un  libro di storia ancora tutto da scoprire.  E ancora castelli, torri, mura ciclopiche, antiche città romane, vestigia che parlano di storia antica, di un popolo fiero, di battaglie, di amori negati e di conquiste. 

La Guida che avete tra le mani vuole  condurvi alla scoperta di tutto questo. Vuole offrire “occhi nuovi” per vedere  un paesaggio culturale e naturale di  una regione che saprà emozionarvi. Volgiamo allora il nostro sguardo al Molise. Solo pochi istanti e ci troveremo, senza alcun dubbio, molto felici e soddisfatti nel trovarci dentro una storia, che almeno, per un piccolo pezzo,  racconta di noi e dell’equilibrio indispensabile tra Uomo e Natura

Guglielmo Ruggiero