Un viaggio nella storia

C’è un detto che recita: “Ci sono tre viaggi che ogni persona dovrebbe fare nella vita: il primo ad Aushwitz, per capire cosa non si dovrebbe più ripetere nella storia; il secondo a Matera, per capire chi siamo stati; il terzo in Grecia, per scoprire le nostre radici”.

Si tratta di tre destinazioni che permettono a ciascuno di conoscere molto meglio se stesso e comprendere i valori che dovrebbero guidare la quotidianità. Per questo meritano di essere vissute con particolare attenzione e curiosità. Vi è, però, una quarta meta che potrebbe essere aggiunta all’elenco. È un luogo “magico” che, seppure non presenta la monumentalità del Colosseo o la ricchezza di decori e colori delle case pompeiane ed ercolanensi, è capace di rivelare aspetti di un passato ancora poco conosciuto. Parliamo del Santuario italico di Pietrabbondante.

Il motivo della scelta lo comprenderà chiunque abbia già visitato questo incredibile sito. Ciò che lo rende unico, è il fatto di essere la più importante testimonianza della religiosità dei Pentri, la tribù dei Sanniti che abitava una vasta area dell’antico Sannio. È un luogo che stilla fede, potere e il forte spirito guerriero che ben caratterizza il popolo sannita.

Siamo a 968 metri di altitudine, in località Calcatello e alle pendici del monte Caraceno/Saraceno. Sulla sua sommità sono ancora visibili le fortificazioni che difendevano l’insediamento sannitico nei casi di necessità. L’area sacra affaccia, simile a un’austera sovrana, sulla sottostante Valle del Trigno, come a sorvegliare e proteggere l’intero territorio e i suoi abitanti. Tra le rovine, si respira il forte legame che unisce il sacro, la guerra e il potere.

Qui si celebravano riti in onore di divinità tra cui Honos (onore militare), Virtus (virtù militare e politica) e Ops Consiva (opulenza dello Stato). Nei suoi templi, i guerrieri offrivano agli dèi le armi strappate al nemico per la glorificazione dello Stato.

Gli edifici più conosciuti dell’area sono sicuramente il cosiddetto Tempio A (risalente al II secolo a.C.) e il monumentale complesso del Teatro Tempio (II-I secolo a.C.). Sono il risultato di un unico progetto che ha visto prima la costruzione del teatro e poi del tempio.

Il teatro di Pietrabbondante

Il teatro conserva alcune file di sedili in pietra. I primi tre ordini sono ancora elegantemente sagomati, con la forma dello schienale ricurva e gettante all’indietro, una sorta di seduta ergonomica. La prima fila di sedili disegna un emiciclo al quale potevano accedere gli attori dalle tre porte che si aprivano sul palcoscenico. Il pubblico, così come il coro, entrava dai passaggi laterali con i due archi posti ai lati delle gradinate. Nel teatro di Pietrabbondante le rappresentazioni sceniche (ludi) si inserivano all’interno di un programma annuale di celebrazioni e ricorrenze sacre. L’edificio svolgeva, tuttavia, anche un’importante funzione politica. Qui, infatti, si riunivano magistrati, si ricevevano ambasciatori e dignitari e si discutevano questioni riguardanti lo Stato.

Il Tempio Maggiore di Pietrabbondante

Più in alto, a dominare il paesaggio, ci sono i resti del maestoso Tempio maggiore (o Tempio B), il più grande mai realizzato nei territori dominati dai Sanniti. Le due terrazze che ospitano il complesso furono perfettamente allineate su un unico asse. Questi seguivano un modello architettonico ispirato a quello delle città del vicino Oriente, capace di trasmettere ordine, eleganza e solennità. Questo periodo d’oro durò poco, vedendo già il suo lento declino a partire dal I secolo a.C.

Nel corso del V secolo d.C., in attuazione della legge con cui l’imperatore Teodosio decretò la fine del paganesimo. Si tenne qui una complessa pratica rituale con cui la vita del santuario più importante di tutto il Sannio cessava ufficialmente, segnando così l’inizio della sua fine.

L’area archeologica di Pietrabbondante rappresenta l’autentica testimonianza di un’antica società che poteva contare su un’organizzazione statale avanzata e culturalmente raffinata, al contrario dell’immaginario comune che li descrive come una realtà rozza e arretrata.

Cos’è Pietrabbondante se non la riscoperta di una storia fatta di tecnica, fede, onore e fierezza? Questo si percepisce e, quasi, si ascolta, tra le pietre che hanno “visto e sentito” la storia, la nostra storia, quella che ancora ci scorre nelle vene, insieme al coraggio che ha spinto un popolo di pastori e agricoltori a opporsi per secoli a Roma.

Pietrabbondante ha ancora molto da raccontare; le diverse campagne di scavo hanno portato e continuano a portare alla luce nuove e sensazionali scoperte capaci di svelare i tanti segreti e le straordinarie bellezze nascoste dal tempo.

Nel frattempo, è già possibile vivere una meravigliosa esperienza di visita in un sito veramente straordinario che, per la storia e le testimonianze materiali che si sono conservate, è tra i più importanti e rari al mondo.

Si ringraziano per le foto Giovanni Scirocco e Sisto Bucci, su concessione del Ministero della Cultura – Direzione regionale Musei Molise

Per info: Parco Archeologico di Pietrabbondante

Tel. 0865 76129 | Chiuso il lunedì