Come quasi tutti i borghi d’Italia, anche Castropignano conserva storie e racconti legati a personaggi o eventi del passato e, più in particolare, alle vicende che hanno segnato il Medioevo… come i soprusi compiuti dai nobili locali a danno della popolazione.
Una delle vessazioni più note di questo periodo storico, di cui abbiamo testimonianza anche nel comune di Castropignano, è il famigerato Ius primae noctis, ossia il diritto del feudatario di sostituirsi al marito nella prima notte di nozze. A questa pratica si collega l’antica leggenda del Cantone della Fata, nella quale l’elemento drammatico e quello magico si fondono accrescendo le suggestioni di questo luogo.

Fata era il nomignolo di una pastorella di Castropignano nota per la sua straordinaria bellezza. Convolata a nozze con il giovane Antonio, la ragazza fu condotta al castello dalle guardie del duca affinché costui esercitasse il suo ius prime noctis. Fata si sentì morire all’idea di dover sottostare a questa crudele legge e, per sottrarsi al disonore, si diede a una fuga disperata che la portò fin sulla cima della grande roccia del Cantone, un piccolo rilievo roccioso situato a poca distanza dal castello d’Evoli. Braccata dalle guardie e senza altra via di scampo, preferì morire lanciandosi dallo strapiombo, che da allora prese il nome di Cantone della Fata.

Come tutte le leggende che si rispettino, anche quella di Castropignano contempla suggestivi risvolti: secondo alcuni racconti, infatti, il suo fantasma si aggira ancora oggi intorno alla rupe. C’è chi sostiene di aver udito l’eco della voce della fanciulla invocare il nome del suo sposo durante le notti di luna piena e chi, addirittura, di aver visto il suo corpo trasportato da magiche creature tra i boschi di Castropignano.
Per info: Pro Loco Castropignano
