Le suggestioni della “Strada dei briganti”

di Antonio Tammaro

Ci sono strade che, in ogni epoca, hanno segnato la storia dell’uomo. Molte sono diventate arterie irrinunciabili per gli spostamenti moderni, altre sono monumenti storici cristallizzati dallo scorrere del tempo. Poi ci sono le strade “dimenticate”, quelle che solo per un certo periodo hanno avuto rilevanza nei traffici e negli spostamenti e che, oggi, sono confinate nella memoria di vecchie cartografie oppure ricordate nei racconti orali. Alcune di queste fortunatamente sono ancora là, in attesa di essere ripercorse, rese eterne grazie al loro fascino tutto da scoprire.
Ne è un bellissimo esempio la Consolare Sannitica (oggi Strada Provinciale 53) che unisce la provincia di Campobasso alla provincia di Benevento seguendo il corso del fiume Tammaro, inerpicandosi tra paesi e paesaggi da favola.

Ponte Principe

Molto meno trafficata di un tempo, in quanto sostituita dalla più agevole e veloce Statale 87, la strada ricorda il legame storico che univa le città di Napoli e Campobasso. Su di essa, soprattutto nell’Ottocento, si muovevano nobili, commercianti, ricche ereditiere, proprietari terrieri ma anche borseggiatori, disertori e briganti.
Oggi la vecchia Consolare è tranquilla, quasi assonnata, immersa nei declivi dei campi coltivati che la circondano. A testimoniare il suo importante e vivace passato restano massicce architetture, come quelle delle taverne che, all’epoca, costituivano una rete di utilissimi punti di sosta per la protezione e il ristoro dei viaggiatori.

Cappella rurale di San Giuseppe

Nel comune di Sepino, a partire dal guado del fiume Tammaro in contrada Piana D’Olmo, si incontra la Taverna del Principe (nei pressi dell’omonimo ponte) con l’annessa Cappella rurale di San Giuseppe. Proseguendo in direzione di San Giuliano del Sannio, si mostra sulla sinistra la Taverna Finizia, detta anche dell’Antica Posta perché presso di essa si fermavano le carrozze per lo smistamento della corrispondenza. Infine, in posizione più eminente risalendo la costa, la Taverna di Don Ciccio Buono.
Oggi due di esse sono state trasformate in dimore di pregio per l’ospitalità e accolgono periodicamente importanti eventi culturali: la Taverna del Principe, nella sua elegante veste di country house, e quella di Don Ciccio Buono, adibita a Casa museo della Civiltà contadina e del Brigantaggio.

Casa Museo Don Ciccio Buono

Ognuno di questi luoghi evoca episodi e intrighi indissolubilmente legati ai famigerati briganti, considerati talora sanguinari capibanda talaltra eroi popolari, rivoluzionari romantici costretti a combattere contro un governo miope e tiranno. I racconti locali ricordano ancora alcuni episodi intinti di violenza compiuti dai briganti, così come la strage che pose fine all’amore di due giovani sposi, la cui storia è stata immortalata nelle parole del poeta sepinese Maurizio Ferrante: “E ancora ogge, si te ne va a ru ponte che assistette a stu delitte atroce, de duje auceglie po’ sentì nu cante che parla de n’amore sfortunate ma che la morte non ha mai spezzate”.

Interni Casa Museo Don Ciccio Buono

Una menzione particolare merita anche la cappella annessa alla Taverna di Don Ciccio Buono, dedicata a Maria Santissima Assunta in Cielo. Si tratta di una semplice e austera cappella che aveva la funzione precipua, per così dire, “purificatrice” di quelle anime peccatrici che si intrattenevano presso di essa. Ricordiamo, infine, che la Valle del Tammaro è sempre stata parte integrante della Via della Transumanza, un antico percorso di transito di pastori e greggi lungo il quale, nei secoli, sono stati edificati ostelli per il rifornimento e tanti luoghi di culto soprattutto di natura mariana.

Sicuramente i vecchi proprietari della Taverna Buono avevano intrapreso una missione speciale dettata da una profonda fede, da un’attenta conoscenza del territorio e, chissà, forse anche da una misteriosa eredità cavalleresca. Allo scopo di sviluppare questi luoghi e la loro storia, il Comune di Sepino sta portando avanti un progetto di valorizzazione culturale di questo itinerario attraverso la pubblicazione di un libro sul tema, dal titolo “Fuite, currete, ri briante so’ turnate!”. Il progetto culminerà nell’inaugurazione del “Parco Letterario dei Briganti di Sepino” nella Valle del Tammaro.

Interni Casa Museo Don Ciccio Buono

Per chiunque fosse interessato a scoprire le suggestioni storiche e paesaggistiche della Consolare Sannitica, in particolare ad ascoltare le storie dei briganti e a visitare le antiche taverne nel tratto che riguarda il territorio di Sepino, l’Associazione Culturale Officina Creativa in collaborazione con la Pro Loco di Sepino propone visite guidate e pranzi tipici su prenotazione.

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