Un viaggio tra storia ed essenze

C’è un piccolo paesino molisano, forse non molto famoso dal punto di vista turistico, che custodisce una storia meravigliosa ma poco conosciuta: stiamo parlando di Sant’Elena Sannita, con la sua tradizione profumiera, che da alcuni anni ha visto la nascita del Museo del Profumo. Ebbene sì, in questo piccolo comune è presente un museo che conserva una sorprendente collezione di profumi, un vero unicum in Europa, che testimonia una storia inaspettatamente legata agli arrotini, una volta molto numerosi in paese.

La storia dei profumi e della tradizione profumiera inizia, come detto, con la figura dell’arrotino. Ma qual è il collegamento tra loro e i profumi? Come spesso avviene, intrecciando trame molto particolari. È risaputo che l’arrotino svolgeva il suo lavoro porta a porta, affilando lame di forbici e coltelli ma, con il passare del tempo, soprattutto dopo il primo dopoguerra, l’attività iniziò a rendere sempre meno tanto da costringere all’emigrazione dal paese verso le città più grandi, soprattutto Roma e Napoli.
Da questo girovagare nacquero molte collaborazioni; la più importante fu quella che portò l’arrotino a lavorare con i barbieri, i quali utilizzavano prodotti per lo più sconosciuti nel piccolo centro molisano, dalle lame a mezzaluna ai pennelli, dall’acqua di colonia fino alle saponette profumate. Proprio da queste aperture iniziò la tradizione profumiera di Sant’Elena Sannita.

Col passare del tempo, molti si spostarono, via via, verso queste città e cominciarono ad aprire botteghe e negozi puntando sulla vendita di profumi non commerciali molto apprezzati dalle famiglie aristocratiche. A Roma e Napoli si trovano ancora oggi numerose profumerie le cui etichette recano i nomi dei migliori maestri profumieri di Sant’Elena. Questa è una storia che, una volta giunti a in paese, si può vivere di persona ammirando la prestigiosa collezione presente nel Museo del Profumo, un “Tempio della cultura olfattiva”.
Il Museo ospita, in elegantissime vetrine, circa 1.500 pezzi di profumeria moderna, oltre a oggetti utilizzati da barbieri e profumieri dalla fine dell’Ottocento in poi. Così si può scoprire quali fossero le essenze preferite dei grandi sovrani del passato, da Caterina de’ Medici a Napoleone e tanti altri, e osservare dal vivo Parfum Taffetas, un esemplare della trilogia di profumi lanciata negli anni ’60 da Emilio Shuberth, il “Sarto delle dive”, e l’elegante Nuits Indiennes, dello stilista francese Jean-Louis Scherrer. I profumi custoditi sono tutti originali e a raccoglierli, per oltre cento anni, sono stati proprio i profumieri santelenesi che, un tempo federati, collezionavano pezzi unici, prime edizioni e bottiglie speciali. Con lo scioglimento della federazione tale lavoro ha rischiato di essere perduto ma grazie alla famiglia Muzio la collezione è giunta in dono alla Fondazione “Il Cammino del Profumo” che ha dato vita al Museo.

Il desiderio di raccontare le origini e la storia del profumo di Sant’Elena Sannita, anche con l’obiettivo di arginare lo spopolamento del paese, ha spinto la Fondazione a istituire il Museo del Profumo e l’annesso giardino, puntando molto anche sulla ricerca botanico-agronomica per l’individuazione e la coltivazione di essenze floreali da destinare alla produzione di fragranze e profumi unici al mondo. L’orto botanico è un vero e proprio laboratorio di ricerca per la realizzazione di nuove essenze, tanto che sono state individuate circa 250 specie spontanee, alcune delle quali ben si prestano alla coltivazione per l’industria profumiera. Il risultato di questi meticolosi studi ha portato alla nascita di due profumi, uno maschile e uno femminile: Voìra (il vento freddo che spira in inverno) e Ventunora (ora in cui le campane annunciavano l’approssimarsi del tramonto).

La visita al Museo mostra quanto siano mutati, nel corso del tempo, il gusto, le mode e le preferenze degli appassionati nella scelta delle fragranze e dello stile dei flaconi.
Il piacevole racconto delle guide porta alla scoperta di un mondo poco conosciuto, fatto di tanta bellezza ed eleganza, narrato con molta competenza ed entusiasmo. Una vera perla nella storia delle tradizioni molisane.

Il museo si può visitare solo su prenotazione (escluso agosto che è sempre aperto)

Museo del Profumo

Tel. 0874 890059 – 338 6620595
Sito web:  www.ilmuseodelprofumo.it
Facebook: Museo del Profumo