Paolo Saverio Di ZinnoL’affascinante storia di un umile fanciullo divenuto un grande artista

La città di Campobasso può vantare i natali del celebre Paolo Saverio Di Zinno, illustre artista nato da una famiglia umile e divenuto uno dei più grandi scultori del legno della penisola. È noto che, di certo, a diciannove anni si trasferì a Napoli per entrare “a bottega” dal maestro Gennaro Franzese, con l’impegno da parte dei fratelli di pagare il suo mantenimento per i primi 3 anni. L’atmosfera creativa che si respirava nell’officina e il desiderio di apprendere tutti i segreti della creazione statuaria, uniti alla sua naturale predisposizione all’arte scultorea, sono stati gli “ingredienti” che hanno trasformato Paolo Saverio in artista.

Tornato a Campobasso, fu coinvolto dal fervore sociale e politico che troneggiava tra le strade della città, tanto che fu eletto al governo dell’Università e amministratore della Confraternita dei Crociati. Sono anni d’oro per Di Zinno che, intanto, dal matrimonio con Candida Scaroina aveva avuto dei figli, mentre la bottega artistica di proprietà diventava sempre più conosciuta e di successo. Il 1759 segnò una battuta d’arresto per la sua carriera politica: in quell’anno, infatti, fu prima ingiustamente accusato di aver danneggiato l’altare maggiore di Santa Maria della Croce, dopodiché perse le elezioni all’interno della confraternita. Ostinato, non si arrese e investì le sue energie in un nuovo progetto imprenditoriale: l’allevamento di bestiame. Si scopre così l’immagine di un uomo che fu figlio e padre amorevole, politico, imprenditore e artista di successo. Non stupisce sapere, dunque, che proprio a lui fu rivolta una delle commissioni più importanti dell’epoca: dare un nuovo volto alla processione organizzata in occasione del Corpus Domini. Un lavoro lungo e certosino, che lo portò a ideare i famosi Ingegni o Misteri di Campobasso. La sua produzione fu ricca e generosa.

Realizzò un centinaio di statue lignee, in puro stile barocco, presenti in numerose chiese e conventi di Abruzzo, Molise, Campania e Puglia. A Campobasso si possono ammirare alcune sue opere nella Cattedrale mentre, nel Convento Parrocchia San Giovanni Battista, in occasione del terzo centenario dalla nascita, è stata inaugurata la “Sala Museale Di Zinno” con esposte ben sei statue.

La più famosa delle sue creazioni (la serie de I Misteri appunto) è invece conservata nel Museo dedicato, allestito nella struttura (ex ENAL) di via Trento. Dopo la sua morte, avvenuta il 29 aprile 1781, è divenuto d’uso comune il detto “or perché Paolo di Zinno è morto, niuno più porrà statue?”, dimostrando l’alto grado di considerazione sociale acquisito dallo scultore.

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